Cancellata La Maratona Di Pyongyang 2026
Tra gli sportivi appassionati di corse la maratona di New York è considerato l’evento annuale più atteso. In realtà, tra i maratoneti più entusiasti, quella della Grande Mela è solo una delle tre affascinanti maratone mondiali che stimolano le diverse ambizioni.
Oltre appunto a quella di New York che si tiene ogni anno nel mese di novembre, la stagione degli estremisti delle corse di resistenza inizia infatti tra febbraio e marzo con la Sahara Marathon che dal 2001 si tiene nell’area di Tindouf in Algeria, sede di diversi campi profughi del popolo Sahrawi costituitosi nella Repubblica Democratica Araba del Sahrawi (cosiddetto Sahara Occidentale) e prosegue ad aprile in Corea del Nord con la Pyongyang International Marathon.
La Maratona di Pyongyang nasce nel 1981 come Maratona Internazionale Premio Mangyongdae in occasione della festività del “Giorno del Sole”. Il 15 aprile di ogni anno si celebra infatti il compleanno del Grande Leader Kim Il-sung nato nel 1912 nel piccolo villaggio, oggi completamente inglobato nella capitale nordcoreana, di Mangyongdae dove è ancora visitabile la spartana casa natale.
Tradizionalmente la gara si svolge con partenza e arrivo allo Stadio Kim Il Sung snodandosi il percorso tra gli enormi vialoni della metropoli e facendo passare i corridori davanti alcuni dei luoghi simboli della città come l’Arco di Trionfo ed il Monumento all’Amicizia Sino-Coreana.
I partecipanti possono scegliere di gareggiare tra diverse opzioni di corsa proposte su circuiti di 5, 10, 21, ed i classici 42,195 chilometri di distanza.
Per molte persone la partecipazione alla Maratona di Pyongyang rappresenta la possibilità da cogliere al volo per recarsi in Corea del Nord e poter visitare, seppur in maniera veloce, almeno la sua capitale. Giusto un assaggio di quello che il paese può offrire a livello turistico e di interesse per chi, comunque appassionato di running, non può recarsi in Nord Corea con un tour apposito.
La Corea del Nord è infatti visitabile solo tramite l’organizzazione di viaggi da parte di tour operator accreditati con l’Amministrazione Nazionale Nordcoreana del Turismo oppure tramite appositi pacchetti volti proprio alla partecipazione all’evento sportivo annuale.
Dal 2020 però, dal periodo di chiusura delle frontiere per fronteggiare l’emergenza della pandemia Covid, la Corea del Nord non ha praticamente più riaperto per turismo gli accessi al Paese.
Nel 2024 era stata dichiarata visitabile la sola area di Rason, città non lontana dal confine con la Federazione Russa e con la provincia cinese di Jingxin dove il fiume Tumen separa a seconda del punto in cui scorre i tre Stati. Dopo un breve periodo durante il quale in pochissimi sono riusciti ad approfittare della limitata occasione prospettatasi, però, le frontiere sono state richiuse ed alcuni viaggiatori, già partiti o procinto di farlo, hanno dovuto interrompere il loro viaggio in Cina.
Ad oggi, solo i cittadini della Federazione Russa ed alcuni con passaporto cinese possono recarsi in RPDC per motivi turistici. Anche se con motivazioni ovviamente differenti si è fatta eccezione per i numerosi invitati stranieri, tra i quali una piccola delegazione italiana, recatisi a Pyongyang nello scorso ottobre 2025 in occasione dell’80º anniversario della fondazione del Partito del Lavoro di Corea.
Per questo nell’ultimo periodo partecipare alla Pyongyang International Marathon è stata per tanti l’unica finestra cui poter approfittare per concedersi un brevissimo viaggio in Corea del Nord.
Rilanciata in sordina l’edizione 2025, la prima dopo la chiusura totale, ha visto partecipare poco più di duecento stranieri.
Quando invece sono state aperte le iscrizioni per il 2026 nello scorso settembre, l’entusiasmo ha contagiato molti tanto che i primi giorni di dicembre è stato dichiarato il tutto esaurito con più di novecento iscritti ed una lunga lista d’attesa.
Sembrava quindi tutto pronto per forse l’edizione più partecipata di sempre con muscoli ed euforia degli iscritti all’apice dell’entusiasmo. Fino a tre giorni addietro, quando nella giornata del 9 marzo, all’approssimarsi della partenza per l’imminente evento previsto per il 5 aprile l’Associazione Coreana di atletica leggera ha annunciato la cancellazione della maratona 2026.
“La Federazione Nazionale Coreana di Atletica Leggera informa ufficialmente che la Maratona Internazionale di Pyongyang 2026 è stata annullata peri motivi vari. Ringraziamo in anticipo tutti i maratoneti d’élite e i podisti amatoriali del mondo interessati alla Maratona Internazionale di Pyongyang.“
Questo lo scarno comunicato rilasciato nel quale non sono indicati i motivi della cancellazione. Decisione che a quanto se ne sappia pare esser stata presa a un livello superiore rispetto agli organizzatori dell’evento stesso.
Nel frattempo, proprio da oggi 12 marzo, è stata riaperta la tratta ferroviaria che dalla città cinese di Dandong porta a Pyongyang attraverso il Ponte dell’Amicizia Sino-Coreana sul fiume Yalu ma solo per viaggi inerenti motivi di lavoro, familiari ed eventualmente sportivi.
Forse un primo passo verso la riapertura al turismo agognata da molti.
Redazione (l.p.)

