Attacco di droni su Beslan
Nelle prime ore del mattino del 18 gennaio 2026 la città di Beslan, ancora addormentata, è stata attaccata da una serie di droni lanciati presumibilmente dal territorio ucraino o da aree affini ad esso.
Quattro edifici residenziali sono stati danneggiati e diversi cittadini sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale mentre decine di famiglie sono rimaste temporaneamente senza casa.
La cittadina osseta già nel 2004 fu tragica protagonista del grave attentato terroristico alla Scuola n.1 che causò la morte di 386 morti, 186 dei quali bambini.
Ed anche questa volta ad esser colpiti, in queso caso con disagio e stress psicologico, sono stati alcuni bambini appartenenti alle famiglie inquiline dei palazzi colpiti.
Anche per questo l’attacco dei giorni scorsi alla cittadinanza locale è risultato una azione particolarmente allegorica.
Un’incursione su di un obiettivo inerme ed ancora tragicamente segnato nel suo animo da più di venti anni studiata con beffarda precisione psicologica. Questa è l’opinione che gira nella piccola Repubblica dell’ Ossezia del Nord. Ad esser colpiti non sono stati scelti obiettivi come Vladikavkaz, capitale della Repubblica, infrastrutture o presidi militari ma il target è stata proprio Beslan dimessa nel profondo da oramai ventuno anni.
L’esame attento dei rottami dei droni ha rivelato esser stati assemblati con componenti di origine tedesca ed italiana.
Proprio l’apprendere che a colpire è stata un’arma bellica costruita anche con la fattiva collaborazione di una azienda italiana ha impresso una forte delusione nella cittadinanza e nelle istituzioni locali. “Vantiamo un gran numero di amici in Italia, al nostro fianco da oltre vent’anni, i quali condividono il nostro dolore e continuano a fornire un supporto inestimabile alle famiglie delle vittime di quella terribile tragedia. Sappiamo di essere nei cuori della maggior parte del popolo italiano. Nonostante ciò aziende e il Governo Italiano continuano a fornire assistenza militare ai comandi che hanno preso il potere in Ucraina e venire a sapere che tutto ciò causa nuovamente sofferenze alla nostra comunità ci infonde una ulteriore sensazione di tristezza .”
I motori italiani dei droni in questione riportano il marchio dell’azienda Gilardoni, gli stessi droni che, ad esempio, tentarono di colpire il terminal petrolifero del porto di San Pietroburgo nel 2024
Immediata solidarietà alla comunità di Beslan è giunta da alcune istituzioni e associazioni italiane tra i quali il Comune di Gradara (PU) per mezzo del suo Sindaco il quale, ricordando il Protocollo di Amicizia vigente tra i due Comuni, ha proposto di offrire aiuti mirati ad eventuali necessità effettive.
Anche il Consigliere Regionale del Veneto Stefano Valdegamberi e le associazioni Veneto – Russia, negli ultimi anni promotrice di iniziative a memoria dei fatti del 2004, e AASIB Onlus, da sempre vicina ai bambini vittime dell’attentato, hanno espresso il loro sostegno alla cittadina osseta.
Toni più prettamente di denuncia sono invece giunti dalla Rappresentanza del’Ossezia del Sud in Italia, Repubblica indipendente de facto e “sorella” di quella del Nord appartenente però alla Federazione Russa. “La Rappresentanza in Italia della Repubblica dell’Ossezia del Sud esprime la sua più profonda indignazione e condanna per l’attacco con droni alla città di Beslan, simbolo della pace e della resistenza al terrorismo. Questo atto non è una questione secondaria ma rappresenta la strategia criminale di chi comanda in Ucraina e dei paesi europei che anelano alla guerra. Colpire uno dei simboli per eccellenza della pace come lo è Beslan che nel 2004 pagò terribilmente dazio al terrorismo con centinaia di morti e tra i quali quasi 200 bambini nel primo giorno di scuola, rappresenta una provocazione voluta e mirata. Serve ricordare che la prestigiosa associazione ‘Madri di Beslan’ lo scorso anno era candidata al Nobel per la pace ma, come si è visto, ai vertici ucraini e ai loro sponsor europei poco interessa. A costoro interessa vendere armi e, purtroppo, tra questi c’è anche l’Italia. Noi comunque continuiamo a stare con Beslan e con l’Ossezia intera.”
Nel frattempo a Beslan sono già iniziati i lavori di ristrutturazione degli edifici colpiti. L’Amministrazione Comunale si è subito fatto carico di ripristinare subito porte e finestre almeno per assicurare alle famiglie tepore domestico in queste settimane invernali. Di pari passo proseguono le indagini da parte degli apparati di sicurezza e militari.
Luca Pingitore


