Sremski Front – Serbia

Categories: Articoli 2009 - 2025, Articoli del Direttore, Brevi di Viaggio, Serbia, StoriaPublished On: 1 Gennaio 2026Last Updated: 20 Gennaio 2026Tags: ,

Dopo il già postato Distretto di Brcko  un’altra tappa del nostro recente giro nei Balcani [ 2018 n.d.a. ] alla scoperta di luoghi da noi mai visitati in precedenza, è stata quella del Memoriale dello Sremski Front. Quello dello Sremski Front è una storia poco conosciuta in Italia nonostante ci tocchi da vicino (indipendentemente dalle ideologie, è comunque una pagina di storia) La Sirmia è una piccola regione praticamente compresa tra il fiume Sava ed il Danubio che parte dalla periferia di Belgrado fino a Vukovar, divisa quindi a metà tra Serbia e Croazia, tra Unione Europea e resto dell’ Europa geografica. Grosso modo proprio sull’odierna linea di confine tra Serbia e Croazia, le armate naziste costituirono una linea di difesa della loro Jugoslavia occupata: il cosiddetto Sremski Front o Fronte Sirmiano in italiano. Alla fine del 1944, dopo la liberazione di Belgrado da parte dell’Esercito di Liberazione Nazionale della Jugoslavia insieme all’Armata Rossa sovietica, la guerra si attestò su questa linea del fronte dove si combattè fino all’ aprile del 1945 quando la linea fu sfondata e da lì poi i nazisti man mano vennero ricacciati verso Zagabria e Vienna. Una sorta di Stalingrado jugoslava. Nelle trincee (come nella I° Guerra Mondiale) dello Sremki Front combatterono e morirono anche combattenti dell’Esercito nazionale della Bulgaria e la brigata partigiana italiana “Italia”. 163 partigiani italiani persero la vita durante i combattimenti. Sul luogo simbolo della battaglia, nei dintorni del villaggio di Adaševci, praticamente al confine tra Serbia e Croazia e con attenzione visibile dall’ autostrada, fu costruito un Memoriale che ricorda quelle battaglie, le operazioni militari, la tragedia dei caduti, tutti ricordati con i propri nomi ai lati del Viale degli Eroi. Anche gli italiani sono ovviamente celebrati (il luogo della sepoltura dovrebbe però trovarsi a Berak un paese oltre confine, in Croazia quindi) insieme a tutti gli altri. Durante la Jugoslavia il Memoriale era tenuto in considerazione e visitato. Oggi, invece, si trova in territorio serbo ma come tutti i monumenti di epoca socialista jugoslava (Jasenovac a parte) è caduto nel dimenticatoio. Rarissimi visitatori vi si recano ed il solitario vecchio guardiano, il quale prova a mantenere più pulito possibile il sito dall’ incuria del tempo e dalle erbacce incombenti, è prodigo di notizie ed aneddoti seppur esclusivamente in lingua serba. Esaltato dal nostro essere italiani ci ha mostrato i segni che richiamano alla brigata “Italia”, aperto il museo e le installazioni anche sonore, trasmessoci la solitudine, non tanto del suo lavoro ma quella di un capitolo importante, ( ripeto senza caricarlo di ideologia) della nostra storia.
Segnalo per chi ci si dovesse recare l’ ottimo ristorantino solitario ed immerso nel verde a pochi metri dal Memoriale stesso.

LUCA PINGITORE
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