Celebrato a Roma l’anniversario della Rivoluzione Iraniana
L’11 febbraio 1979 la Rivoluzione Islamica in Iran ebbe la propria realizzazione con l’ascesa alla guida del Paese dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini preceduta pochi giorni prima dalla caduta dello Scià Reza Pahlavi.
Sono trascorsi esattamente quarantasette anni da allora e l’Ambasciata in Italia della Repubblica Islamica di Iran ha ricordato quel giorno con un ricevimento.
Nella sede istituzionale romana, l’Ambasciatore Mohammad Reza Sabouri, lo stesso che nell’aprile 2025 partecipò insieme al Ministro degli Esteri Araghchi ai colloqui cosiddetti “indiretti” con la delegazione statunitense guidata da Witkoff nella adiacente Ambasciata omanita, ha accolto diversi ospiti internazionali.
Diplomatici e Addetti in rappresentanza di diversi Paesi del mondo insieme ad accademici, operatori dei media, scrittori, esperti in vari ambiti dell’area mediorientale, imprenditori, sono infatti intervenuti da varie parti d’Italia.
Dopo il solenne rito dell’esecuzione degli Inni Nazionali d’Iran e d’Italia, la serata è stata aperta dal discorso del padrone di casa.
Muovendo dal ricordo di quella Rivoluzione, figlia della identità storica e dalla voglia di indipendenza da ingerenze straniere, che mise fine ad una politica di svendita degli interessi nazionali e di malgoverno, l’Ambasciatore ha sottolineato come in tutti questi anni, nonostante le grandi trasformazioni geopolitiche dell’area e le gravi crisi affrontate dalla Repubblica, siano stati conseguiti diversi obiettivi. Come avvenuto in ambito scientifico, tecnologico, delle infrastrutture.
Nonostante i numerosi tentativi di accerchiamento e le operazioni di sfiancamento perpetrati da parte di alcuni Paesi ed Organizzazioni Internazionali, in primis le annose sanzioni avverse, l’Iran ha sempre cercato di svolgere una politica di dialogo ed interazione da attore sostenitore del multipolarismo.
L’Alto Diplomatico iraniano ha poi ricordato come negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane gli stessi agenti ostili hanno provato prima militarmente dall’esterno ed in seguito tramite drammatici tentativi di destabilizzazione interna a provocare un cambio di governo a Teheran. Il tutto parallelamente coadiuvato da una propaganda mediatica atta a svolgere la funzione congeniale richiesta.
Nell’’ultima parte del discorso l’Ambasciatore ha poi menzionato le storiche relazioni che intercorrono tra Italia ed Iran auspicando per l’immediato futuro un rinnovamento ed un ulteriore rafforzamento delle stesse.
La serata, accompagnata da rinomate pietanze della cucina tradizionale persiana, è proseguita all’insegna della convivialità tra gli ospiti iraniani, italiani e delle altre nazionalità presenti.
E’ stato notato da molti come, differenza di simposi precedenti, l’evento ha segnato l’assenza di rappresentanti delle Istituzioni italiane.
Redazione (l.p.)

