Monte Athos

Categories: Articoli 2009 - 2025, Articoli del Direttore, Brevi di Viaggio, Monte AthosPublished On: 1 Gennaio 2026Last Updated: 20 Gennaio 2026Tags:

Nel 2012, presi da crisi mistica ,ci siamo recati in visita spirituale tra i monasteri ortodossi del Monte Athos, uno dei posti meno conosciuti e sicuramente meno turistici in senso stretto del mondo. Il Monte Athos, geograficamente in Grecia ma amministrativamente godente di una propria autonomia, è una sorta di Vaticano per gli ortodossi. Il suo territorio, una lingua montuosa sul mar Egeo, è costellato di monasteri antichissimi, alcuni dei quali molto belli e con icone, affreschi ed ornamenti preziosissimi è un luogo molto suggestivo. L’ accesso è possibile effettuarlo solo via nave con partenza da Ouranopoli e possono entrare nel suo territorio solo uomini. Anche gli animali possono essere solo di genere maschile. Anche se, alcune leggende dicono che nei secoli alcune donne si siano introdotte mascherate da uomini. In realtà per trascorrere un periodo all’ Athos bisognerebbe essere di religione ortodossa ma molti monasteri accettano comunque anche cristiani cattolici e di altre confessioni. Alcuni, quelli con le regole più stringenti, invece, ospitano solamente ortodossi. L’ iter per entrare è un po burocratico: devi scegliere un monastero, contattarlo con largo anticipo, vedere se sono disponibili ( o hanno disponibilità di stanze) ad ospitarti, poi una volta ad Ouranopoli con l’ invito ricevuto ottieni Diamonitirion, una sorta di visto, poi prendi il traghetto ed una volta sbarcato nel territorio dell’ Athos ti rechi al tuo monastero a piedi (chilometri…) o con una sorta di esoso servizio taxi dei monaci stessi. La capitale Karyes è un villaggio di poche costruzioni ed è l’ unico posto dove puoi acquistare qualcosa da mangiare. Una volta nel monastero mangi solo quello che ti passa il… convento e segui le strettissime regole interne.
Noi siamo stati ospitati da un monastero semi integralista (della cosa se ne era occupato il “Cancelliere” in qualità di “Padre Spirituale” del gruppo ), nel senso che ci ha permesso di bivaccare al suo interno ma non di partecipare alle funzioni religiose in quanto non ortodossi. Per il mare mosso ed il maltempo siamo rimasti 1 giorno ad oziare senza far niente ad Ouranopoli poiché il traghetto era stato sospeso. Giunti poi al nostro monastero siamo stati accolti dai frati ma la cena, servita alle ore 16:00, abbiamo dovuta consumarla da soli dopo che monaci e pellegrini ortodossi avevano terminato. Insomma, poiché “infedeli” non siamo stati ammessi alla loro tavola
Cena consistente in una minestra di fagioli servita in una ciotola di ferro, 2 pomodori ed una mela… ah… ed acqua ovviamente…
Alle 19:00 luci spente, sembrava mezzanotte. Silenzio assoluto. Tranne qualche pellegrino che insieme a noi si aggirava per i corridoi del monastero. All’ 01:00 di notte iniziano le celebrazioni religiose in chiesa. Ovviamente per noi c’ era il divieto d’ ingresso.
Per fortuna nei 2 giorni trascorsi abbiamo avuto l’ opportunità di visitare un altro paio di monasteri in quanto mescolati ad altri pellegrini ed i frati non hanno fatto caso alla nostra “infedeltà”
Sull’ esperienza cosa dire? Sicuramente ne è valsa la pena, forse però, un altro giro ci starebbe per capire meglio alcune dinamiche, visitare altri monasteri alcuni dei quali a picco sul mare e magari riuscire a vivere la natura con camminate a piedi.

LUCA PINGITORE

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