Dal Gran Sasso un nuovo simbolico messaggio di pace
La recente ascesa sul tetto d’Europa effettuata da Velimir Tomovic, portata a termine con l’obiettivo di lanciare un segnale di pace e amicizia tra popoli, inizia ora a diffondersi come modello per marcare prese di posizione differenti dalle scelte politiche in tema di crisi internazionali.
L’iniziativa promossa dalla cima del monte Elbrus, da dove Tomovic ha espresso la sua vicinanza alla Federazione Russa facendosi oltremodo portavoce anche di altri punti di vista come il suo, ha pochi giorni fa influenzato un progetto simile.
Dai 2.912 metri del Corno Grande, il punto più alto del massiccio del Gran Sasso nonché degli Appennini, sono state sventolate, in differente successione, la bandiera della Palestina e, come già avvenuto sull’Elbrus, anche quella Federazione Russa.
Luca De Leonardis, l’autore del gesto, dalle montagne dell’Abruzzo ha voluto anche lui inviare un messaggio simbolico “contro l’ipocrisia dell’Occidente. I Palestinesi muoiono trucidati non solo dalle armi da fuoco e dai missili ma anche per la fame e per le malattie causate delle scarse condizioni igienico – sanitarie indotte dai bombardamenti. Tutto ciò lo compie in violazione del Diritto Internazionale e dei più basilari principi umanitari.”
“Con la Russia”, prosegue, “abbiamo sempre avuto legami storici e di amicizia che scellerate operazioni geopolitiche stanno cercando di cancellare. L’Italia deve affrancarsi da questa politica di contrapposizione e conflitto e tornare ad essere amica della Federazione. Solo così potrà far del bene all’Italia stessa ed al suo Popolo.”
De Leonardis ha già annunciato che presto tornerà sulla vetta del Corno Grande per sventolare la bandiera della Repubblica Islamica di Iran.
Redazione


