{"id":896,"date":"2017-11-20T23:06:26","date_gmt":"2017-11-20T22:06:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viaggiatorindipendenti.it\/?p=896"},"modified":"2017-11-20T23:06:26","modified_gmt":"2017-11-20T22:06:26","slug":"daghestan-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.otrapress.com\/oldsite\/2017\/11\/20\/daghestan-2017\/","title":{"rendered":"Daghestan 2017"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.otrapress.com\/oldsite\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/IMG_3031.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-900\" src=\"https:\/\/www.otrapress.com\/oldsite\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/IMG_3031-300x225.jpg\" alt=\"IMG_3031\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le \u201c <em><strong>colonne d\u2019 Ercole <\/strong><\/em>\u201d segnavano la fine del mondo conosciuto ad ovest; le \u201c <em><strong>porte di Alessandro <\/strong><\/em>\u201d, in un certo senso, la fine del mondo \u201ccivilizzato\u201d ad est. Una immensa fortificazione che difendeva i territori conquistati da <strong>Alessandro Magno <\/strong> si estendeva quasi parallela alla catena montuosa del <strong>Caucaso<\/strong> arrivando fino alle rive del <strong>mar Caspio<\/strong>. E dopo secoli, i resti della fortezza che sovrasta il villaggio di <strong>Khuchni<\/strong> nel distretto dei <strong>Tabasarani<\/strong> e famosa per la leggenda dei \u201csette fratelli ed un sorella\u201d, sono ancora l\u00ec a tramandarci tempi passati. Come la cittadella di <strong>Naryn-Kala<\/strong>, sopra la citt\u00e0 di <strong>Derbent<\/strong>, che sovrasta il <strong>mar Caspio <\/strong> fino a perdersi all\u2019 orizzonte nel Kazakhstan dall\u2019 altra parte del mare-lago.<br \/>\nSiamo in <strong>Dagestan<\/strong>, una delle repubbliche pi\u00f9 interessanti dell\u2019 intera regione del <strong>Caucaso<\/strong>.<br \/>\nUna repubblica che ha vissuto guerre antiche ed eventi moderni di terrorismo . Proprio per questa difficile situazione politica il <strong>Dagestan<\/strong> \u00e8 impropriamente tralasciato dai viaggiatori internazionali con la conseguenza di renderlo ancora pi\u00f9 affascinante e piacevole da scoprirlo e viverlo.<br \/>\nUna repubblica autonoma dove risiedono decine di etnie differenti con numerosi i villaggi incastonati nelle recondite montagne dove si vive ancora tradizionalmente come le rispettive trib\u00f9 tramandano da decenni.<br \/>\nE magari capita di recarti in una cittadina ubicata sull\u2019 orlo di un canyon e sentirti catapultato indietro negli anni dell\u2019 <strong>Unione Sovietica<\/strong>, dove sulla spaziosa e fredda piazza principale che ospita l\u2019 unica scuola, ti imbatti nei bambini che escono per la ricreazione al seguito della vecchia maestra, l\u2019 unica persona che parla inglese in tutta la citt\u00e0. Ed \u00e8 anche per lei \u00e8 una grande emozione incontrare, forse per la prima volta, degli stranieri e riuscire a scambiare qualche parola nella lingua che prova ad insegnare ma che ella stessa ha imparato moltissimi anni fa. <strong>Lenin<\/strong>, in una rara statua dove \u00e8 ritratto in movimento, benedice l\u2019 incontro internazionale che verr\u00e0 celebrato in un sovietico negozio di generi alimentari. Per la grande occasione le <em>babushki<\/em> sfoderano la loro ottima tradizione culinaria e trasformano il piccolo negozietto, scarno come ai tempi dell\u2019 <strong>Urss<\/strong>, in una sorta di trattoria per gli ospiti italiani. Tutti i piatti della tradizione vengono passati in rassegna dai nostri stomaci. Non si pu\u00f2 e non si vuole, data la succulenza delle cibarie cucinate a mano, rifiutare. E\u2019 tempo del caff\u00e8. Il caff\u00e8 \u201calla turca\u201d o \u201calla greca\u201d, a seconda di quale zona d\u2019 <strong>Europa<\/strong> ti trovi, ci viene preparato artigianalmente su di un focolare approntato nel vicino bosco. A pochi metri dallo strapiombo sul fiume dalle acque color smeraldo che scorre sottostante, incuneandosi nelle ramificazioni del canyon.<br \/>\nE finalmente ci inoltriamo in queste gole navigando su un battello guidato da un vecchio capitano di lungo corso che riesce a farci godere tutta la bellezza del posto am\u00e8no nel quale ci troviamo.<br \/>\nNumerose sono le gole, le grotte, le cascate che caratterizzano la parte dagestana del <strong>Caucaso<\/strong>. Scenari incredibili. Come quello che non ti aspetti in una zona montuosa. Le dune di sabbia. Uno spettacolo insolito che si pu\u00f2 ammirare da queste parti percorrendo a piedi i binari dell\u2019 antica ferrovia che muoveva merci e persone durante il periodo dei <em><em>Soviet<\/em><\/em>.<br \/>\nMa anche il <strong>mar Caspio <\/strong>stesso \u00e8 particolare, questo gigantesco lago chiuso tra le terre ma cos\u00ec grande che \u00e8 stato da sempre considerato alla stregua di un mare. Meno famoso del vacanziero e pietroso <strong>mar Nero <\/strong>che delimita il <strong>Caucaso<\/strong> ad ovest ma altrettanto accattivante. E te ne accorgi passeggiando sul lungomare di <strong>Kaspijnsk<\/strong> o sulla spiaggia di <strong>Makhachkala<\/strong>, la capitale del <strong>Dagestan<\/strong>. A <strong>Baku<\/strong>, poche centinaia di chilometri pi\u00f9 a sud, in <strong>Azerbaijan<\/strong>, avverti l\u2019 inebriante odore del petrolio, dell\u2019 oro nero che viene estratto da qualche piattaforma invisibile ubicata al largo del mare, qui a <strong>Makhachkala<\/strong> avverti invece l\u2019 aria tipicamente salmastra e marina.<br \/>\n<strong>Makhachkala<\/strong> citt\u00e0 di contrasti. Capitale di una delle repubbliche pi\u00f9 islamiche della <strong>Russia<\/strong> ma allo stesso tempo citt\u00e0 aperta dove la religione non si avverte in maniera cos\u00ec presente come avviene nella vicina <strong>Grozny<\/strong>.<br \/>\n\u201c<em>A <strong>Makhachkala<\/strong> siamo musulmani ma si pu\u00f2 fare di tutto<\/em>\u201d, si azzarda a dirci qualcuno. Ed infatti non mancano gli esercizi commerciali dove l\u2019 alcool \u00e8 venduto regolarmente, la gente che seppur con moderazione si lascia andare, qualche locale con musica per ballare e cantare, molte donne senza <em>hijab<\/em> (il foulard che copre la testa).<br \/>\nRussi, dagestani delle varie trib\u00f9 ed altre etnie dell\u2019 ex <strong>Unione Sovietica <\/strong> convivono. Certamente non mancano le madrasse (le scuole coraniche), le moschee, i muezzin, le preghiere, le tradizioni ma il vero fulcro dell\u2019 islam, in <strong>Dagestan<\/strong>, si trova fuori citt\u00e0 e soprattutto nelle montagne. O nella periferia, che lascia lo schema sovietico per quello mediorientale tipico dell\u2019 hinterland di <strong>Istanbul<\/strong> od in maggior modo di quello dei <strong>Territori Palestinesi<\/strong>.<br \/>\nIl flashback tipico del viaggiatore, nel caso di <strong>Makhachkala<\/strong>, della sua periferia per la precisione, ci riporta a <strong>Ramallah<\/strong>, la capitale amministrativa della <strong>Palestina<\/strong>. Enormi vialoni bloccati dal traffico con negozi di qualsiasi genere, caff\u00e8 volgari, autolavaggi, confusione.<br \/>\nTutto questo non ci fa dimenticare, per\u00f2, la storia recente fatta di guerra e soprattutto di attentati, azioni non ancora sopite. Una situazione difficile che crea numerose problematiche che spesso da qui si estendono poi in altre aree geografiche.<br \/>\nIl <strong>Dagestan<\/strong> risulta per questo pi\u00f9 isolato rispetto a tutte le altre repubbliche del <strong>Caucaso<\/strong> e la gente locale se ne rammarica. Solo negli ultimi tempi qualche vacanziero proveniente da altre parti della <strong>Federazione Russa <\/strong> inizia a recarcisi in maniera pi\u00f9 assidua. Non \u00e8 cos\u00ec, per\u00f2, per i viaggiatori stranieri. La diffidenza verso questo lembo di <strong>Caucaso<\/strong> \u00e8 ancora forte. I pochi \u201cavventurieri\u201d stranieri che si spingono fin qui vengono accolti dai popoli dagestani in maniera eccezionale, sono al corrente dei pregiudizi che versano nei loro confronti e sanno che una rinascita e la possibile uscita dal tunnel del terrore che ancora continua ad attanagliarli passa dal turismo e dalla loro reclamizzazione nei consessi internazionali.<br \/>\nIn altre parti del mondo poco toccate dal turismo, la gente mostra curiosit\u00e0 verso lo straniero in generale e l\u2019 italiano in particolare. Qui in <strong>Dagestan<\/strong> la curiosit\u00e0 negli sguardi dei bambini che vedono per la prima volta degli stranieri, si confonde con gli inviti degli adulti a prendere un t\u00e8 in casa propria. Sono contenti di farlo, anelano a che si inizi a parlare del <strong>Dagestan<\/strong> in maniera positiva. \u201c<em>Siamo brava gente, la guerra non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Parlate di noi e non ci dimenticate<\/em>\u201d, ci sentiamo pi\u00f9 volte ripetere.<\/p>\n<p><strong>LUCA PINGITORE<\/strong>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le \u201c colonne d\u2019 Ercole \u201d segnavano la fine del mondo conosciuto ad ovest; le \u201c porte di Alessandro \u201d, in un certo senso, la fine del mondo \u201ccivilizzato\u201d ad est. 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